Fausto Salvi

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Fausto Salvi

L'artista Fausto Salvi presenta in questa mostra i suoi ultimi e inediti lavori: un ciclo di opere grafiche e scultoree, realizzate tra il 2011 e il 2012, tra i contrastanti scenari urbani di Milano, Brescia e Seoul. Il titolo della mostra rimanda esplicitamente alla Casa verde di Milano, abitazione letteralmente fagocitata da grandi palazzi cittadini -tra cui il Palazzo della Regione- in cui egli ha vissuto, per più di due anni, tra partenze e ritorni. Proprio seguendo l'itinerario residenziale percorso nell'ultimo anno dall'Artista, possiamo comprendere meglio la poetica espressa dalle sue nuove opere. I suoi ultimi lavori, tra cui architettoniche sculture in ceramica smaltata e decine di disegni su carta coreana, surreali, quanto di reale suggestione, nascono infatti tra la Casa verde di Milano, la sua casa-atelier in pieno centro storico a Brescia (in vicolo Lungo) e la casa -dove ha soggiornato per due mesi- nella metropoli di Seoul. Fausto Salvi sente da sempre il bisogno potente e necessario di viaggiare, di immergersi nel contesto urbano, per osservarne le linee, i volumi, i colori, intuirne la storia e respirarne la vita. Il suo modo di guardare e di percepire le cose e' plasmato dalle esperienze che si sono stratificate nel tempo, come la creta che assume ogni volta nuove forme. Ogni nuovo scenario, ogni nuova situazione, vissuta necessariamente in relazionaone al background esistente, innesca nuove connessioni, input e reazioni. In luoghi lontani tra loro, l'Artista coglie il fascino, le sfaccettature, i paradossi del rapporto esistente tra uomo e architettura. Il tema della città e' infatti tema centrale di molte sue opere. La città non e' intesa tanto come contenitore, quanto elemento attivo di dialogo con l'uomo. La città, del resto, rivela l'uomo: chi l'ha pensata, creata, chi la vive; ma proprio questo legame così inscindibile sa essere, in virtù di una stretta connessione, che ha il potere di determinare ritmi e stati psico-fisici prepotentemente dissonante. Non e' un caso che spesso nell'opera di Salvi l'uomo sia celato, inglobato nelle sue forme architettoniche, fantasma di una presenza che nella moltitudine svanisce. L'essere umano può vivere infatti nella e con la città, ma anche sentirsene estraneo, o addirittura esserne vittima (tanto da morire inerte, in silenzio, tra il caos e le pareti ingrigite e ingiallite dalle sostanze tossiche). La città e' fata, ma anche strega, in ogni caso ammaliatrice. L'opera di Salvi si muove in bilico, tra la seduzione percepita al cospetto delle sempre più grandi e funambolesche costruzioni, nelle quali non mancano i fili tesi con la storia, l'attrazione provata per la vitalità e l'energia sprizzante della metropoli, luogo di incontro e caos, e la consapevolezza amara dell'altra faccia del progresso. Egli e' un attento osservatore, un lettore di dettagli, in viaggio alla ricerca di luoghi in cui l'uomo, nel flusso inarrestabile del tempo, ha generato evoluzioni, distruzioni, scambi e rinascite, in cui tutto e' compreso ed e' in gioco: dall'amore alla guerra, dall'energia alla morte.

Fausto Salvi oggi e' qui, domani potrebbe essere ovunque.

 

Anna Lisa Ghirardi

 

 

Fausto Salvi nasce a Brescia nel 1965 e studia presso la Scuola d’Arte del Garda, a Gargnano. Scopre la ceramica negli anni ‘80, frequentando i corsi dell’Istituto Statale d’Arte della Ceramica di Faenza. Affida fin da subito la propria formazione ad una intensa pratica artistica ed esperienze di residenze d’artista in Europa, Stati Uniti, Corea, India. Nel corso degli anni apre il proprio studio dapprima a Faenza, in seguito a Buenos Aires, Brescia, Milano e ancora Brescia, dove ora risiede.

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