Chi siamo

Chi siamo

Lo studio Inlimbo Weddings, rappresentato da Alberto Petrò, fotografo attivo professionalmente da circa 15 anni, si avvale della collaborazione dei più validi professionisti dell'immagine e di selezionati assistenti, con la voglia di dare il massimo, in un lavoro che richiede senso dell'estetica, attenzione costante, discrezione e grande responsabilità. Il nostro obiettivo è lavorare al meglio per poter consegnare agli sposi il massimo della qualità e originalità. Un lavoro ben realizzato è per noi il miglior biglietto da visita.

Alberto Petrò
Alberto Petrò

Mi sono appassionato al reportage, grazie alla fotografia di matrimonio. Per me è sia un lavoro che un'analisi non troppo didascalica di ciò che siamo: dal fotografo al prete, dalla sposa ai parenti più lontani, la mia vuole essere una fotografia autentica, che racconti veramente l'accaduto. Ecco perchè lavorare come un reporter è fondamentale, poichè ho il privilegio di vedere e mettere in luce aspetti di antropologia tanto profondi quanto interessanti. 

Quando una fotografia racconta è già sufficientemente bella. Serve tutta la propria sensibilità, il senso dell'esterica, l'esperienza personale e la tecnica per riuscire a capire il modo migliore per catturare quel momento e offrirlo a voi.

 

Si appassiona alla fotografia proprio quando il digitale subentra all’analogico. Grazie ad un amico collezionista si ritrova tra le mani un tesoro di inestimabile valore: i primi 150 anni di storia della fotografia, dagli emozionanti tentativi degli esordi agli ultimi baluardi della nostra epoca. Migliaia di immagini straordinarie, che può persino toccare, lo travolgono accompagnandone il suo percorso culturale e le sue curiosità tecniche. Sviluppa così una sensibilità artistica che lo porta ad esporre in diverse gallerie in Italia e all’estero, fino a quando lo scontro con il digitale si rivela ineluttabile. Diventa lentamente professionista, mantenendosi costantemente in bilico tra il mondo reale – quello del commercio e delle partite iva – e un mondo più reale, quello anacronistico di apparecchi fotografici a soffietto in via d’estinzione e pellicole scadute. Passa le giornate in una sorta di limbo alternando momenti di bricolage a tentativi di catarsi e visioni ancestrali, mantenendo sempre un occhio di riguardo per la bellezza e l’altro puntato attraverso l’oculare della fotocamera pronto a catturarla.