Il tempo nel mezzo

I
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I

 

2015

Stampa a getto d'inchiostro

Carta di riso 

28 x 38 cm

edizione di 3

II
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II

 

2015

Stampa a getto d'inchiostro

Carta di riso 

38 x 53 cm

edizione di 3

III
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III

 

2015

Stampa a getto d'inchiostro

Carta di riso 

28 x 38 cm

edizione di 3

IV
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IV

 

2015

Stampa a getto d'inchiostro

Carta di riso 

58 x 73 cm

edizione di 3

V
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V

 

2015

Stampa a getto d'inchiostro

Carta di riso 

28 x 38 cm

edizione di 3

VI
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VI

 

2015

Stampa a getto d'inchiostro

Carta di riso 

38 x 53 cm

edizione di 3

VII
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VII

 

2015

Stampa a getto d'inchiostro

Carta di riso 

38 x 53 cm

edizione di 3

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VIII

 

2015

Stampa a getto d'inchiostro

Carta di riso 

28 x 38 cm

edizione di 3

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IX

 

2015

Stampa a getto d'inchiostro

Carta di riso 

38 x 53 cm

edizione di 3

X
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X

 

2015

Stampa a getto d'inchiostro

Carta di riso 

58 x 73 cm

edizione di 3

Fotografie / Il tempo nel mezzo

Il tempo nel mezzo

"Nel mezzo del tempo ordinario (kronos),

il tempo straordinario (kairos) accade."

 

Così come ogni fotografia è un racconto di luce e granuli d’argento (oggi pixel), così ogni reportage è una storia a sè. A prescindere dalla storia, il reportage ha il potere di penetrare, attraverso pochi fermi-immagine, un mondo invisibile, svelando tutti i dettagli necessari affinchè l’essenziale possa emergere.

Per fare ciò il fotografo deve plasmarsi attorno al mondo che sta per raccontare con intuizione e determinazione, poichè spesso non è l’evento appariscente la chiave di lettura, bensì particolari apparentemente silenziosi. 

Nel reportage ogni storia ha bisogno di un’estetica che si adatti agli spigoli di una vecchia madia in una masseria del sud Italia, o allo sconfinato paesaggio montano nel Perù amazzonico, o al rispetto di fronte a quel viso che ti guarda implacabile uscendo dal Brooklyn Label e non puoi che ammirarlo per un attimo soltanto. La forza del reportage sta anche nel non fotografare.

 

Questa storia si ripete da secoli ed è un classico fotografico.

Ogni storia, tra un brindisi ed un bacio, nasconde attimi di tiepida intimità, momenti inconsueti di sospensione in un tempo di mezzo, situazioni apparentemente distaccate da ciò che di più importante sta accadendo attorno, riservate ad un occhio sensibile: una telefonata inaspettata, la densità dei pensieri di quell’uomo seduto in disparte, l’attesa di tre persone all’ombra di un portone.

Questi dettagli non hanno un valore intrinseco, ma se colti intelligentemente, possono trovare la giusta collocazione nella narrazione, così che il reportage possa diventare davvero un documento veritiero.

 

La mostra

 

Cinque professionisti si confrontano sul tema del matrimonio, estraendo dai loro archivi 50 immagini che rappresentano quella storia parallela che non viene raccontata abitualmente, ma che merita di essere vista. Non si tratta di un reportage di ricerca sul matrimonio, bensì di un’attenta selezione di fotografie che vanno ben oltre la committenza. Esse offrono una visione rara, che ribalta la concezione estetica legata a questo evento. Durante il matrimonio i fotografi si prendono il loro momento per poter raccontare in maniera personale il resto, e cioè il tempo nel mezzo: fotografie tra le fotografie, un reportage allo stato puro.

 

 

Scene da un matrimonio.

 

" Ma no, quello va bene solo per matrimoni, battesimi, cresime, funerali, compleanni.

Chiama l'altro stavolta, capito?"

"Sarà fatto, ma è proprio così malvagio il  primo? oltre a tutto costa un tot di meno, sai di questi tempi guardiamo ad ogni dettaglio...e poi è proprio così male la foto di gruppo?  matrimonio, funerale?"

"Certo non è il male assoluto, ma quello è un mestiere al servizio di qualcuno.  Il cliente ti condiziona, non ti lascia fare, ti dice cosa vuole".

 

la sposa vuole essere bella.

le amiche fanno il massimo per essere sexy: scarpe, scollature, sederi...

papà e mamme piangono

intanto i bambini si divertono più di tutti, guardano i grandi agghindati in modi strani, stanno seduti sul muretto del lago, inquadrati da un groviglio di esili tronchi di glicine.

Il fotografo ogni tanto, quasi per vendetta, o per fare il proprio vero mestiere, scatta una foto un pò strana, che non darà al committente, non la farà nemmeno vedere, 

per non essere messo in dubbio.

 

Ma non faceva cosi anche Ghirri? Lui era geometra, usava fotografare per mestiere. Case, campagne, terreni edificabili per l'agenzia immobiliare.

All'epoca, prima del digitale i rullini erano di  36 pose. ne avanzava sempre qualcuna verso sera.  Sono sicuro che il vero Ghirri ha iniziato così:  per finire il rullino scattava foto per sè, non per la ditta.

Pian piano queste seconde hanno preso il sopravvento sulle prime.

E Uliano Lucas, fotogiornalista, la sera passava sl Giamaica prima di consegnare i rullini al giornale, e gli scatti ultimi erano per Piero Manzoni, Castellani, Vermi, Verga,Sordini...

 

Così  oggi i nostri cinque pagano l'affitto con matrimoni, ma nelle pieghe di queste celebrazioni ecco spuntano le vere immagini.

Le foto "vere" come si riconoscono?

A) sono sempre dettagli, mai visioni d'insieme

B) sono immagini che non descrivono ma pongono domande.

C) i soggetti ritratti fanno sovente cose strane.

D) nelle immagini c'è talvolta un'atmosfera sospesa, come se qualcosa stesse per succedere.

 

Ed ecco che un padre guarda la bellissima figlia/sposa con evidente assorta nostalgia: lui va verso il cimitero, lei verso la vita. 

Con il Duomo di Milano alle spalle, uno strano personaggio, dal passo lungo come il naso, fila di corsa. Sembra Franco Battiato. Lei invece,  la sposa, è agghindaa che pare Lucia Mondella.

Il Duomo sullo sfondo rende possibile questa  ricostruzione.

Due signore  anzianotte ridono di gusto, una scatta fotografie e il "punctum" è la dentiera di madame.

In alcune immagini la persona è quasi nascosta, se ne intravede una parte. Sta entrando o uscendo da una porta, una tenda. Riti di passaggio, tutte foto scartate dai committenti e scattate daj fotografi che le considerano le loro vere, uniche, creature.

 

Un backstage dove una sposa fuma la classica ultima sigaretta, desiderio di ogni condannato alla sedia elettrica, dove sltra sposa cita la " femme à la voilette" di Medardo, senza saperlo, dove un signore serio serio impugna il phon 

per fissare ciò che rimane della sua chioma, sotto un enorme dipinto degli anni trenta, con  tre donne di tre diverse età ed altezze.

La moglie(?) del pettinatore si aggiusta - anche lei- i capelli con gesti plateali, 

inquadrata nella porta li accanto:

un capolavoro, che però sarà aborrito e bandito dall'album di quel matrimonio, e magari passerà alla storia della fotografia, come il famoso scatto di Berengo sul vaporetto.

 

E intanto i bambini si divertono più di tutti, guardano i grandi agghindati in modi strani; stanno seduti sul muretto del lago, inquadrati da un groviglio di esili tronchi di glicine...

 

Massimo Minini

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